Scoprire l’acqua calda anche se si produce vino.

Mi sono imbattuta ieri sera nell’articolo di WineNews sul vino e web dopo la conferenza tenuta dall’’Associazione Donne del Vino.
Il consorzio Brunello di Montalcino ça va sans dire è il brand più citato nei BLOG, così come il territorio del Brunello è quello che meglio ha saputo comunicarsi tra quelli italiani, piazzandosi al primo posto nei social network per “engagement”. Santa Margherita, Frescobaldi e Mezzacorona sono i brand con la maggiore reputazione su Facebook, mentre Fontana Candida, Mezzacorona e Cantele quelli con più “seguaci” su Twitter.
Se analizziamo i dati effettivamente il trend dal 2006 (da quando sono entrati in gioco i social e nello specifico Facebook) non accenna a diminuire

Parliamo di aziende grandi che investono sul brand e che possono vantare una figura interna di un social media manager o talvolta anche di un social media department.

Lo scorso anno ho collaborato con la Winedreamers, (società leader di brand ambassador per aziende vinicole) che cura anche i social, per il BEREBIO al Vinòforum. Fa un certo effetto sapere che molte aziende produttrici non solo non avevano una pagina social sulle maggiori piattaforme, ma talvolta mi sono imbattuta in vere e proprie situazioni “medioevali” dove le comunicazioni dovevano essere inviate tramite fax o posta tradizionale poiché aziende (anche non piccole) non erano passate nemmeno all’era dell’ 1.0.

Perché allora non seguire gli esempi delle cantine sopracitate?

Se non dobbiamo confondere strumenti con obiettivi come ha affermato Oscar Farinetti di Eataly, allora facciamoli lavorare assieme, anche perché vorrei far presente che allo stato attuale queste piattaforme sono l’unico canale advertising A COSTO ZERO!
E cosa costa allora fare una pagina facebook o un account twitter e aumentare followers?

Non avete le competenze tecniche o il tempo o molte volte una figura interna? Affidatevi ad una società per le prime due, oppure se non avete tempo o fondi da investire, ad un nipote “smanettone” che può giocare a vostro favore sia sull’attivazione che sulla raccolta di followers o “likers”.

Una volta iniziato a socializzare, però, fatelo con criterio e non incappate nell’errore di scambiare la piattaforma come un vero e proprio canale pubblicitario: per quello ci sono gli ads e gli altri strumenti del web. Raccogliete likers e followers ma non perdeteli, il passaparola o Word Of Mouth (WOM) è importante. Ricordate quindi di interagire con gli utenti trattandoli come utenti e di tener conto che dietro un profilo c’è sempre una persona e di raccogliere quanti più commenti e visite. Tenete d’occhio le statistiche e cercate di percepire quanto più possibile dai dati, pubblicate foto, generate commenti ma soprattutto fate i bravi e…non giocate con il “sentiment”!

Un ringraziamento personale al mio editor Andrea Viviani

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