Altrimenti ci arrabbiamo: quando l’awareness e il sentiment generano il brandjacking.

Tre giorni fa sono stata inorridita dalla notizia che riportava di alcuni annunci su Ebay di un kit per produrre in 4 settimane un Barolo home made. Incuriosita e allo stesso tempo velatamente incredula, vado a dare un’occhiata a tale annuncio, con la stessa curiosità di quando da piccola vedevo il kit del piccolo chimico sullo scaffale del negozio di giocattoli ma qui sembra più che altro una moderna versione della famosa “idrolitina” con polverine magiche.

Apro quindi l’annuncio e l’immagine del kit è una scatola con packaging che richiama tutti i tipici cliché italiani: il tricolore, il Colosseo stagliato sullo sfondo e al lato la bottiglia di vino.

ImmagineGià innervosita dall’improprio utilizzo delle immagini (fossi il sindaco della Capitale chiederei i diritti di immagine) e dal fatto che il Colosseo ben poco c’entra col piemontese nettare di Bacco, decido di farmi del male e leggere la descrizione del contenuto che riporto tradotto:

KIT PER LA PRODUZIONE DI UN MERAVIGLIOSO BAROLO IN 4 SETTIMANE IN VENDITA. UNA CONFEZIONE DI 15.5 POUND CON TUTTO IL NECESSARIO PER FARE IN CASA IL VOSTRO VINO PREFERITO.

TIPO DI VINO;

Il Barolo è un tipico vino rosso. Il suo sapore è complesso e robusto. Alcuni hanoo sentori floreali come la violetta e la rosa. Altri sono fruttati con sentori di frutta, liquirizia o legno. La temperatura ideale per bere il Barolo è di 60F. Questo vino solitamente accompagna piatti di carne,pasta con condimenti complessi e risotti.

Il “vino kit” ha tutti gli ingredienti necessari per produrre 6 galloni di vino.

Se vi piacciono i vini questo kit farà renderà piacevole la vostra tavola per meno di 2 dollari a bottiglia. Potete anche aggiungere meno liquido per fare 5 galloni di vino apportando così un maggiore corpo e più robustezza. Ho testato e il vino che ne viene fuori è incredibilmente buono al palato e al naso. Le istruzioni sono molto semplici.”

Se ancora volete ridere fino a farvi venire le lacrime, di sotto la descrizione del contenuto:

  • Tutti gli ingredienti sono 100% OGM Free
  • Istruzioni passo per passo incluse
  • Fare un vino è semplice come l’ 1,2,3
  • Include tappi, etichette e capsule

il kit per fare vino in 4 settimane

  • Ogni kit contiene tutto quello di cui avete bisogno per produrre un vino di qualità, corpo e carattere.

L’articolo nella foto è l’articolo che riceverete. Qualora ci fossero altre foto, è a fini comparativi- quello nella nostra foto è l’articolo che state comprando. Vi garantiamo discrezione al 100% e rimborso totale garantito.

——————————

Faccio quindi una breve ricerca per vedere il motivo di tale frode e ho comparato le tendenze dei maggiori vini: Chianti, Barolo e Brunello. Ecco i risultati:

trends wine

 

Il trend non accenna a diminuire, è chiaro, il secondo per awareness dopo il Chianti.

Non bastava la Cina ad acquistare vini pregiati per poi riprodurli in casa con risultati pessimi, ora anche l’abuso del nome “Barolo” per fare profitto con un infimo articolo in vendita online.

Il Consorzio di tutela del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero è riuscito a fare eliminare dalle pagine di Ebay, edizione britannica ben 15 annunci, anche se tutt’oggi se ne trovano alcuni di utenti negli USA.

La morale come tutte le favole dove compare il “cattivo” di turno è: proteggete il brand, monitorate costantemente l’uso improprio di esso. Il Presidente del Consorzio Pietro Ratti descrive così la lotta al brandjacking con “Un’attività di controllo iniziata molti anni fa che sta dando ottimi risultati. Dal 2009 abbiamo fatto un passo in più registrando i marchi Barolo e Barbaresco in tutto il mondo. E ora siamo riusciti a far cancellare alcuni annunci di kit per la produzione di un finto Barolo, in vendita nel Regno Unito: sono box che contengono tutto il necessario, così promettono, per farsi un vino casalingo. Vengono venduti a poche decine di euro, alcuni arrivano anche fino a 50 euro l’uno”. Spiega Ratti: “Il Consorzio intende proseguire con serietà questa azione di monitoraggio per tutelare la denominazione. Non bisogna abbassare la guardia: ad esempio, abbiamo diffidato alcuni siti inglesi ad utilizzare il nome Barolo.

E ora al Consorzio albese si sta anche valutando la possibilità di richiedere l’intervento della Defra (Department for Environment, Food and Rural Affairs), il dipartimento del Governo britannico responsabile delle questioni ambientali, agricole e alimentari. L’ente, competente in materia di tutela delle produzioni DOP, potrebbe intervenire d’ufficio per contrastare la promozione e la circolazione dei kit di Barolo fasullo. Il Consorzio ha affidato l’attività di controllo agli avvocati della Sib, la Società italiana brevetti che ha sede a Roma.
Già l’anno scorso i barolisti vinsero una causa in Brasile contro una multinazionale di cosmesi che produceva il profumo “Barolo reserva especial”, confezionato dentro a delle piccole ed eleganti barrique: “Abbiamo ottenuto la cancellazione del nome registrato – dice Andrea Ferrero, direttore del Consorzio – e anche un risarcimento in denaro che è stato utilizzato per la difesa della denominazione. (fonte: Intravino).

Brand protection: you’re doing right!

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