Sì ma che lavoro fai? – a cosa serve e chi è il Brand Ambassador!

La domanda che mi pongono sempre più spesso e alla quale non si riesce a semplificare la risposta: il Brand Ambassador!

Una figura mitologica tra il promoter e il PR, un nuovo (neanche troppo se consideriamo che oltreoceano è una figura contrattualmente riconosciuta) strumento dell’advertising che con le nuove tecnologie sta piano piano espandendosi fino a diventare una posizione vera e propria.

Il BA altri non è che il “messaggero” dell’azienda, colui che ne evangelizza i valori credendo nella qualità del prodotto o servizio, tanto da metterci la faccia. Il BA è la versione evoluta del Promoter (che molto spesso viene pagato per promuovere il prodotto/servizio a prescindere dalla qualità) e del PR. Promuove attraverso i contatti, attraverso gli eventi e, soprattutto con l’avvento dei social e del web, fa sì che i valori e la qualità del prodotto/servizio vengano comunicati adeguatamente ai giusti canali.

Perché si sceglie un BA anziché i classici strumenti di advertising?

Perché qualsiasi azienda può allocare un budget per campagne pubblicitarie sui tradizionali canali radio/tv/press/web. Ma quando si tratta di una persona che con passione e dedizione crede veramente in ciò che pubblicizza, che non ha problemi a sostenerlo e addirittura può interagire commentando, rispondendo oppure esponendosi in prima persona non perché viene semplicemente pagata (quella è la figura del sales che a prescindere dalla qualità del prodotto deve fare fatturato) ma perché è coinvolto in prima persona, i risultati si vedono.

Quante volte vi siete trovati a consigliare ad un amico un prodotto, un ristorante o un hotel che voi in prima persona avete testato?

Non a caso TripAdvisor è tutt’oggi il principale motore di prenotazione, surclassando anche booking.com e subito seguito da Yelp, (altro sito di reviews per attività commerciali ancora non troppo diffuso in Italia ma incredibilmente diffuso oltreoceano).

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Il simpatico gufetto è passato dall’essere un semplice sito di reviews a un portale attraverso il quale, dopo aver letto le recensioni si può prenotare la struttura sia tramite le OTA, oppure in alcuni casi qualora abbiano un servizio di PPC, direttamente con l’hotel. In questo caso ogni utente che dopo la sua esperienza scrive una recensione, diventa un piccolo brand ambassador e se l’esperienza è positiva genera buzz, passaparola e nel 20% dei casi queste recensioni influiscono sulla decisione finale di un altro utente che trasforma la lettura in prenotazione. La tanto agognata conversione.

Un caso di BA diventato più che virale è quello della Blendtec. Un’azienda americana dello Utah con meno di 180 dipendenti. Il CEO Thomas “Tom” Dickson aveva a suo tempo investito in campagne pubblicitarie per compiere la missione di far entrare il suo frullatore in tutte le cucine d’America: Il brand era conosciuto ma nonostante gli investimenti in pubblicità, non era ancora arrivato alla massa . Il simpatico e innovativo CEO ha sfruttato uno degli unici canali di advertising a costo zero: youtube. Dickson nel video appare con camice bianco e occhiali di sicurezza e nel 2008 decide, sotto gli occhi increduli e attoniti degli internauti di frullare un Iphone 3.

http://www.youtube.com/watch?v=qg1ckCkm8YI

Il risultato? Oltre 11 milioni di views su youtube, milioni di views sul sito che ha convertito adeguatamente (lol) generando un incremento di vendite del 700% Senza considerare che risulta essere tra i primi 50 canali ad avere più sottoscrizoni nella storia del tubo. Il motto “will it blend? ” è entrato nella storia del marketing e del web.

Questo è un caso di internal BA, ovvero quando l’azienda decide di utilizzare una figura interna (in questo caso il CEO in persona). Ma cosa succede quando il BA è una persona che inconsapevolmente incrementa il fatturato di un’azienda solo nominando un prodotto in una conversazione?

David Beckham in una trasmissione televisiva quale il Johnatan Ross show, in onda il 16 luglio del 2010, (per la gioia delle lettrici e anche della mia, posto il link, lol ) http://www.youtube.com/watch?v=r43zIzeqIcQ) ha dichiarato al minuto 7, che se non fosse diventato un calciatore, avrebbe probabilmente fatto il Lego model builder in quanto risulta essere la sua passione da molti anni. Ha passato ore ad assemblare 5.922 mattoncini per costruire un Taj Mahal di Lego. Pochissimo tempo dopo la messa in onda della trasmissione, il kit da 300$, secondo quanto riportato dall’azienda ha generato un aumento delle vendite del 633%.

Ecco un articolo a riguardo, http://www.csmonitor.com/Science/Discoveries/2010/0722/LEGO-Taj-Mahal-sales-skyrocket-after-soccer-star-David-Beckham-builds-one ma basta anche solo dare un’occhiata ai volumi di ricerca del Lego Taj Mahal sul web relativi al periodo del 16 luglio 2010.

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Non deve essere per forza una persona famosa a promuovere il brand, ma certamente deve avere una buona capacità di comunicare, essere creativa, avere ottime capacità dal punto di vista delle PR e buon prospecting, sfruttare l’eco dei media e dei social ma anche degli eventi e delle manifestazioni di settore, avere una buona dialettica, essere un comunicatore, avere un’immagine accattivante, avere personalità, interagire, divertire, coinvolgere l’interlocutore, ovviamente presentare in maniera adeguata se stessi e infondere interesse, curiosità e soprattutto entusiasmo che (credetemi) oltre ai vari strumenti di advertising può addirittura convertire!

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