Evitare il “Breaking Brand” e optare per i nuovi GTLD. Perche’?

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Finalmente dopo tanti anni di guerra sui domini e di assalti alla registrazione selvaggia di tutte le estensioni per la brand protection, sono arrivati i GTLD  per la registrazione con identificativo di business e di localita’.  All’inizio c’erano solo le estensioni generiche come I vari  .com, .net, .org. , .info , poi le estensioni CTLD ovvero I “country code” come i .it per l’Italia ed altre estensioni relative ai paesi, e finche’ il web non aveva cosi’ tanti utenti (oggi siamo miliardi) potevano essere usati e acquistati per costruire siti. Successivamente arrivo’ la brand protection che impose a chiunque avesse dovuto proteggere il nome della propria azienda, di registrare quanti piu’ domini con diverse estensioni, mis-type e country per raggiungere lo scopo finale. Poi ci fu il “Breaking brand”, ovvero quando aziende che volevano registrare il proprio dominio e farci girare un sito web al fine di aumentare la loro popularity, si sono viste costrette a dover inserire i famosi caratteri speciali (trattini, punti, numeri e quant’altro) perche’ i domini con il nome completo erano stati gia’ tutti registrati da qualcun’ altra azienda con lo stesso nome e talvolta anche nello stesso settore.

Per chi lavora nel web e’ una guerra sul filo del secondo per accaparrarsi il dominio messo all’asta, soldi spesi in avvocato per riprendere il dominio che un’agenzia web non piu’ incaricata di curare la presenza online ha trattenuto in maniera indebita.

Allo stato attuale al mondo ci sono registrati 114,375,528 domini solo con estensione .com, i .net sono 15,244,299 e per dare un altro numero spaventoso, negli USA ci sono 1,582,915,892 di indirizzi IP (fonte: http://www.domaintools.com/statistics/)

Di fronte a questi numeri, l’ICANN ha pensato bene di aiutare ulteriormente sia in termini di geolocalizzazione, sia aiutando la brand identity per chi sul web ci lavora investendo.

Il mercato dei domini è un vero e proprio business, nella storia si annoverano episodi di domini comprati per pochi dollari e rivenduti per addirittura milioni di dollari, qui ci sono alcuni esempi dei 25 domini più pagati della storia http://www.europeandomaincentre.com/pages/news-room/domain-management-news/the-top-25-most-expensive-domains-of-all-times.

Il Brand è importante e proteggerlo lo è ancora di più. E’quello che vi contraddistingue ed identifica nella giungla del web. Ogni giorno fornisco domini per pochi euro ad aziende che stanno nascendo, blogger, portali, siti e-commerce. Molte volte mi trovo davanti a persone disperate le quali si sono viste scomparire da davanti gli occhi il loro sito e pregare di non dover  andare per vie legali. Molte volte si dimenticano soltanto di non rinnovare il dominio (è per questo che il rinnovo automatico lo consiglio sempre), molte volte, invece e purtroppo, sono proprio le aziende a non registrare il loro dominio. Mi trovo davanti ad imprenditori disperati che devono ripristinare online il sito ma non possono farlo perché il webmaster o l’agenzia alla quale avevano commissionato il lavoro, non ha lasciato loro la proprietà del dominio per molteplici ragioni, dalla più risolvibile alla più seria. D’altro canto Come vi sentireste se veniste a sapere di non possedere più il vostro nome o la vostra identità, oppure che il sito della vostra azienda non e’ piu’ visibile con conseguenze serie? Quanto sareste disposti a pagare? Il mio consiglio è sempre quello di registrare il vostro dominio a vostro nome, anche se il webmaster è un carissimo amico o un familiare. Rinnovatelo sempre, mettete l’auto rinnovo per non dover trovare un giorno il sito offline e doverlo pagare anche il triplo del prezzo d’acquisto per la “redemption” o, peggio ancora, ritrovarvi a passare notti insonni con combattendo sul filo del secondo per riprenderlo ad un’asta. Questi sono i miei consigli a chi ha già registrato un dominio. Per chi invece sta muovendo i primi passi nel web e non ha molti soldi da investire per un dominio premium, la primissima cosa da fare è scegliere il dominio giusto, dal nome efficace, che abbia una breve descrizione del business e con il quale pensate che il vostro sito sia facilmente rintracciabile. L’ICANN visto il caos e la saturazione delle estensioni ha deciso dilanciare da novembre 2013 i nuovi GTLD ovvero le estensioni dedicate al business o alle città, proprio per dare possibilità a chi vuole identificare meglio il brand online ed essere unico.

I benefici per I vari settori sono molteplici: ad esempio se dovessimo cercare il nome di un hotel in una città e volessimo trovarne il sito, proveremmo come sempre a digitare il nome e la città sui motori di ricerca. Oltre alle OTAs, troviamo anche atri risultati ma il sito dell’hotel non compare sempre in maniera ottimale. Perché molte volte il nome dell’hotel è anche il nome di un club, di un ristorante, di un’altra azienda che addirittura non opera nell’hospitality, e sia l’utente e sia l’albergatore si perdono nella giungla dei risultati dei motori di ricerca senza riuscire a prenotare tramite sito. A questo punto l’utente andrà a cercare l’hotel sulle OTA e nel migliore dei casi prenoterà lo stesso albergo oppure verrà attratto da altri hotel della zona o della città, e l’hotel in questione perderebbe prenotazioni dirette (come se in molti casi già non ne perdesse abbastanza). Fino a novembre 2013 per più di 30 anni era possibile la registrazione solamente di 9 estensioni e 22 TLD. Ora quindi è più facile registrare un dominio con il nome che si vorrebbe specificando il tipo di business. Per l’hospitality come da circolare Federalberghi fa notare, e’ possibile registrare il TLD “hotel” oppure gli alternativi “villas” “holidays” o “apartments”, si puo’ registrare anche il nome dell’hotel con estensione della città tipo “xyzhotel.london” e in questo caso sarebbe indicato per le catene o i gruppi di hotel indipendenti per distinguere meglio il sito di ciascun hotel nelle località in cui la catena ha strutture, dando loro maggiore visibilità sul sito madre e di conseguenza possibilità di una maggiore conversione.

Come influiranno però queste estensioni sui motori di ricerca? Nel SEO si utilizza la EMD (Exact Match Domain) che prevede le esatte parole chiave all’interno del dominio, e chi ha combattuto sul filo della penalizzazione saprà benissimo che è meglio tenersi nei parametri per non avere ripercusioni sulla SERP di Google. Per evitare questi demeriti il consiglio migliore è quello di evitare i domini separati da trattini, evitare domini con più di quattro parole,  evitare i domini formati solo da parole chiave. Le aziende più grandi avranno addirittura il proprio brand come TLD, quindi ne trarranno beneficio i vari colossi che si ritroveranno domini come .apple, .gucci, .amazon, .lamborghini, smart, .audi, .hilton e così via, ottenendo migliori risultati per l’indicizzazione e evitando in questo modo eventuali brandjacking.

Le vecchie estensioni saranno sempre utilizzate, questo è fuor di dubbio, anzi: le estensioni più “anziane” sono sempre più ben posizionate nei motori di ricerca come di regola SEO insegna, ma almeno si creerà meno caos tra i business, la SERP dovrebbe essere più ordinata, l’awareness sarà potenziata e sarete  ancora più unici. “It’s go time!”

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Caramelle non ne voglio più! – No more candies!

fotoCito la più grande cantante italiana di sempre e come sapete difficilmente uso il mio blog per parlare di cose personali, ma ogni tanto un lusso e uno sfogo concedetemelo.  E poi il blog è anche il mio, quindi mi prendo la libertà di trattare cose che non siano marketing, web, food & wine.  Oggi concedetemi uno sfogo. Prometto che non ce ne saranno molti altri. Perché può capitare che ci si ferma a riflettere e a tirare le somme delle cose, specialmente quando si è saturi nonostante le soddisfazioni. Semplicemente capita.

Capita che le storie d’amore finiscano, finiscono i rapporti e non ci si parla più nonostante il tempo trascorso insieme. Succede quando nonostante ci sia l’amore manca il rispetto. E così magari ci si prende una pausa di riflessione e si prova a cercare altrove sé stessi, e forse anche un amore differente che, benché ci faccia stare bene o meglio, non sarà mai come il primo vero amore. Capita soprattutto quando si ama il proprio lavoro e indietro riceviamo soltanto “parole, parole, parole”.  I primi commenti a questa breve separazione sono stati di un addetto ai lavori: “Il mondo del vino perde un personaggio” e mi dispiace dirlo nonostante lo abbia preso come un complimento ma i personaggi hanno sempre un ruolo che, piccolo o grande deve essere rispettato. E io, da piccolo personaggio pur non avendo dato tanto, come dice Corrado Guzzanti “quel poco che ho dato lo rivorrei indietro”.

Quando mi sono innamorata del wine business avevo diciannove anni.  Fui convocata negli uffici di Roma del “Castello del Terriccio” dove incontrai l’emblematico Cavalier Rossi di Medelana  il quale mi investì del ruolo di giovane cavaliera dei suoi vini. Onorata di tale investitura da un’azienda di così grande prestigio, iniziai quindi ad entrare nel mondo dei grappoli e bicchieri. Con lui e lo staff del Terriccio ho vissuto episodi che il Cavaliere ancora ama narrare, uno in particolare ad una cena al ristorane “Tour d’Argent” di Parigi, dove il Cavaliere notò che l’allora governatore della  BCE mi osservava con insistenza. Ancora potrei raccontare di altri aneddoti di quel periodo e di quel mondo che non pensavo potesse essere così affascinante. La sempre dolcissima Erika mi insegnò ad avvinare un bicchiere e  imparai molte cose da Carlo Paoli, il quale oltre ad avermi fatto da mentore, ancora oggi ha la mia stima e il mio affetto. Successivamente sono state molte le aziende con le quali ho collaborato. La mia passione è stata da subito raccontare i vini come fossero persone:  la loro storia dalle origini, i riconoscimenti e le premiazioni, il loro ambiente, e anche la loro diversità negli anni perché come le persone i vini cambiano a seconda degli anni. Non bastano 5 giorni di Vinitaly per incontrare tutti e passare il tempo che vorrei o dovrei, con chi veramente ha contribuito a farmi amare questo mondo. Ho incontrato persone con le quali tuttora ho piacere a sedermi ad un tavolo e discutere di come vanno i loro vini, i loro prodotti, cosa migliorerebbero e quali sono i loro prossimi obiettivi. Alcuni di loro sono persone sincere con le quali almeno una volta l’anno c’è questo momento di scambio davanti ad un pasto e sorseggiando un bicchiere e altri hanno decisamente adattato la loro personalità a seconda del livello del loro brand. Ho avuto il piacere di essere convocata da aziende di grandissimo prestigio, illustri produttori dall’umore cangiante e che avrebbero dovuto farsi psicanalizzare seriamente, con l’urgenza di una consulenza.

Già: le consulenze che dovrebbero essere pagate o quantomeno riconosciute.  Il mio lavoro è di comunicare adeguatamente sia nella forma che nei canali, i valori di un’azienda, vinicola o hospitality, al fine di aumentarne il fatturato. Non sono né una venditrice né un sommelier, faccio marketing e questo amo fare.  Purtroppo la mia determinazione e il mio impegno devono scontrarsi troppo spesso con una serie di problemi non sempre dipendenti dalla mia volontà. Il tempo è denaro e i soldi non dormono mai. Io non posso permettermi che non mi si venga pagata una consulenza dopo il primo meeting, così come voi non potete permettervi che il buyer o il ristoratore non vi paghino.  Se devo fare un’analisi per far sì che i vostri hotel o agriturismi aumentino le vendite, io devo essere pagata. Se volete che davanti ai buyer d’oltreoceano non vada vostro figlio a presentare i vini con un inglese studiato forse insieme al Lorenzo di Corrado Guzzanti, io posso aiutarvi certamente, ma devo essere pagata, le spese del viaggio non bastano.  Sono all’incirca 4 le analisi che ho fatto e che non ho consegnato negli ultimi 8 mesi perché le aziende o gli imprenditori non possono investire (o non vogliono). Sono molti di più gli imprenditori che ti convocano per poi accorgersi, una volta trovatisi di fronte ad una donna, che sono più interessati a “ben altre cose” che non ad una consulenza.  Almeno un paio sono ex datori di lavoro.  Per non parlare poi di aziende che ti convocano più volte per poi dirti che devono riorganizzare il personale e fino a gennaio (di quale anno?) non se ne fa nulla – allora perché mi convocate con tanto di accompagnatore?- o che si dimostrano disponibili a collaborare ma non fissano mai un meeting per discuterne. Se facessi nomi e cognomi creerei scompiglio nelle aziende e nelle famiglie, e francamente non ho mai sottovalutato il potere del karma. Paradossalmente a pagarmi sono sempre state le aziende vinicole o hospitality di piccole o medie dimensioni  che, nonostante non abbiano avuto grandi capitali da investire hanno rispettato il mio lavoro e il mio tempo pagandomi  soddisfatti quanto mi spettasse. I grandi NO. I grandi fanno i grandi ma sono piccoli. Il blasone non fa di voi dei signori. Non ho più voglia di starvi dietro, di sentirvi parlare senza vedere i fatti, di starvi a telefonare per prendere appuntamento e discutere le analisi o pianificare una strategia e non avere risposte. Se non volete cambiare per migliorare, andate avanti così e non lamentatevi. Ma fatelo con educazione. Siate sempre gentili  con le persone che incontrate durante la vostra ascesa, le ritroverete sicuramente durante la vostra discesa.  Ora dopo 14 anni di “bla bla bla” meetings, fiere, premiazioni, tastings e gente che sempre si approfitta della disponibilità altrui, credo sia arrivato il momento di prendermi una bella pausa di riflessione da questo amore masochista. Perché l’amore è bello e ti fa stare bene, ma essere masochisti  NO.  Anche se ci saranno altri amori che per quanto belli non reggeranno il paragone. Poi magari ci si rivedrà e si tornerà a volerci bene. Io nel frattempo prendo un break e vado a “flirtare” con il settore IT in un’altra città e in un altro Paese.

(Ringrazio Corrado Guzzanti per la gentile concessione)

(ENG) No more candies

The most famous Italian singer used to sing these words : “I don’t want candies anymore” and as you may know, I hardly talk about personal things, but sometimes I also need to do that. Plus this blog is mine so please forgive me for being argumentative today. Because it happens. It happens that you fall in love and after a long term relationship there’s no more respect so you decide to simply take a break and find somewhere else what you didn’t get before. It happens especially when you’re in love with your job and you just have in return “candies” instead of the right rewards. First comment to this decision it’s been made from a wine professional:  “Wine business will miss your presence”, I take it as a compliment but as a famous Italian comedy showman Corrado Guzzanti said “I didn’t gave so much but, even that, I would like to have it back”

I fell in love with wine biz in 2000 when Rossi di Medelana called me giving me the honour to promote his wines.  I went straight into the world of glasses and grapes and fell in love with it.

With Castello del Terriccio I’ve lived so many experiences and episodes, some of them are still in Rossi di Medelana’s memories  like the time we went having dinner at “Tour d’Argent” and the former BCE president didn’t stop staring at me. I could tell so many other  funny stories. The sweet Erika taught me how  to prepare a glass for a wine tasting and so I learnt many things from Carlo Paoli, who still has all my respect and gratitude and also saved my life once. After Terriccio I cooperated with many other wine comanies, my passion it’s always been telling wines history as they were people: from their birth to their awards, their growth and changings according their age. I met so many people that during Vinitaly I would like to have more time to meet them and talking about their wines and their goals. I met very good people during these years and they have always been so kind to me. Some others didn’t. Some other’s people  personality changed according to their brand reputation, some others IMHO needs to go to a therapist to solve problems with their behaving and with people.

I am not a sommelier nor a salesman, I am a marketing consultant and whenever they are in need, they call me. The first meeting it’s free and I politely never refuse to meet them and listening what their problem is. My problem is that my love and commitment it’s hardly paid, despite I really love my job. More than I could love a person. But they never pay. I always give my time to those people, but my time has a price, and I can’t afford wasting my time and don’t get paid. The same way you can’t afford giving wines to buyers or clients and not getting paid. If you ask me for a marketing report, you need to pay me. If you want to increase your hotel sales and you need a consultation, you need to pay me. If you want me to go representing your wines abroad because your son can barely say in English “The glass is on the table” you need to pay me. Not just travel expenses. I did something like 4 reports in the last 8 months I didn’t discuss because Italian entrepreneurs don’t want to invest on MKT. There are also people calling in need of a consultation and after the first meeting they would like to discuss “something else” instead of discussing a marketing plan (2 of them are former employers). I can’t tell their  names but believe me, the list is pretty long and also includes big names and brands.  If your brand is high-end doesn’t mean you’re a high-level person. I can’t waste my time waiting for a response like: “I can’t take decisions until January” and on March I think that maybe he didn’t mentioned the right year. I can’t waste my time anymore. If you don’t want to change for an improvement, just keep your things as they are but please, don’t complain and don’t make people wasting their time. But please, be kind with the people you meet on your way up because you might meet them again on your way back down. After 14 years of meetings, tastings, exhibitions, it’s time for me to take a break from this such masochist love.  Because love is great and makes you feel good, but I’m not a masochist. There will be other love stories and they’ll be completely different from the previous big one, so I decided to move to another country and go “flirting” with an  IT company. As Sixto Rodriguez said “But thanks for your time, then you can thank me for mine”

Illy caffè arriva con Mitaca nell’hospitality- benefits per gli hotel lettori del blog!

Anno nuovo, brand nuovo!

Sappiamo benissimo che un caffè può determinare il nostro umore per tutto il resto della giornata e come il buongiorno si vede dal mattino, così anche il caffè, primo bisogno di ogni persona, può essere a seconda della qualità un elemento fondamentale per affrontare la giornata, fare un break durante il lavoro e addirittura farci capire se qualsiasi incontro a cui partecipiamo è formale o non. Intorno a questa bevanda infatti girano le sorti di molte decisioni, di incontri di lavoro o personali, e l’inizio della giornata sia in casa che fuori.

Sappiamo che la qualità è determinante, specialmente quando non ci troviamo in casa e cerchiamo lo sprint giusto. Se in un hotel davanti alla colazione (uno degli elementi chiave delle recensioni online che determinano la decisione finale del cliente) troviamo il classico caffè espresso “all’americana” capiamo subito di dover ricorrere al bar e magari nella recensione potremmo anche esprimere un giudizio negativo sulla qualità dei cibi/bevande della struttura. E sappiamo quanto una recensione può influire sul ranking e sulla brand reputation, vero?

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Non a caso un articolo di bookingblog.com dalle ricerche effettuate, ha sancito che:

“Tra le amenities moderne preferite, quello più agognato è la macchinetta per il caffè di buona qualità, che fa scomparire il vecchio bollitore tanto caro agli Anglosassoni e agli Americani.

In effetti, in un recente viaggio all’estero, ho avuto modo di notare come negli alberghi di alta categoria orientali, sia ormai imprescindibile una macchina da caffè di ultima generazione con capsule gratuite al seguito”

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E chi se non la Illy sinonimo di caffè Italiano d’eccellenza (perché altri brand conosciuti di italiano hanno solo il nome – in barba al made in Italy) con ottimo rapporto qualità-prezzo poteva entrare con Mitaca nel mercato dell’hospitality?

Mitaca progetta, produce e distribuisce sistemi a capsule per caffè espresso e bevande calde destinate ai piccoli uffici ed alle grandi aziende, ha stretto una collaborazione con illy caffè, leader di qualità nella produzione di caffè espresso, mirata a sviluppare il segmento dell’Office Coffee Service, hospitality e della Distribuzione Automatica in Italia e all’estero.

Nel 2008 la collaborazione tra le 2 aziende si è ulteriormente rafforzata con l’ingresso di illycaffè nel capitale sociale di Mitaca e oggi solo su Roma, grazie al Gruppo ITL hanno portato la qualità del caffè espresso Illy Mitaca con capsule di vario tipo nelle stanze di oltre 20 strutture dal luxury al B&B.

In ogni stanza infatti è stata installata una macchinetta per espresso con capsule Illy Mitaca di puro caffè Supremo arabica 100%, orzo, ginseng, decaffeinato, thè al limone e latte, come servizio per rendere il soggiorno degli ospiti più piacevole. Quante volte gli albergatori hanno letto/ascoltato lamentele per la qualità del caffè? E quanti check-out sono stati effettuati ancor prima dell’apertura della sala colazione? Oggi si può offrire un servizio ancor più di qualità ai clienti, avere uno strong point in più e magari anche una review, insomma tutto quello che ci aiuta ad aumentare l’importantissima “customer satisfaction” e con un prodotto High-end, ovvero di qualità!

Per rendere piacevole la partnership agli albergatori, si possono effettuare 30 giorni di prova con macchina gratuita (da installare come reward nelle suites) e per tutti gli hotels che vorranno fare un test di 30 giorni e manderanno una mail al mio blog, ci saranno delle opzioni gratuite in più. Per info, prenotazioni o partnership potete compilare il form oppure inviarmi una mail all’indirizzo danielamangiasciutto@gmail.com.